ROSARIA LA GROTTA SUL PORTO DI TARANTO
10.01.2007
Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Rosaria La grotta, consigliere del Ministro delle Infrastrutture sul futuro del porto di Taranto.
(sito personale con l'attività della passata Legislatura e i proponimenti per la nuova)
“Il futuro
della Puglia e di Taranto in particolare, lo sappiamo tutti, si giocherà su un
elemento principale: il porto. Tutti ne parlano, molti propongono, in pochi
agiscono concretamente e ancor meno persone lo sanno. I porti marittimi
nazionali sono e saranno sempre più uno snodo cruciale della logistica italiana
e, in generale, una delle risorse economiche più rilevanti del Paese. Com'è
noto, l’Italia ha tutte le caratteristiche per rappresentare un unico, enorme
molo nel Mediterraneo, lungo il quale sono ubicati porti di ogni tipo (Hub,
Feeder, traffico Ro-Ro, traffico crocieristico, ecc.), e in questa funzione la
Puglia, sua estremità rivolta ai mercati orientali, svolge e svolgerà un ruolo
cruciale. I dati di
Federmobilità sul sistema portuale italiano, rilevati
nell'ambito di un tavolo di confronto recentemente tenutosi all'Autorità
Portuale di Bari, parlano da soli. Nell'ultimo decennio, il traffico commerciale
marittimo import/export è aumentato del 20% in Italia (il 58,5 % è dovuto ad
esportazione, il 34,7 % da importazioni (no petroliferi). Considerati gli scarsi
capitali erogati dallo stato nell'ultimo decennio per le infrastrutture portuali
e il livello concorrenziale sempre più alto degli altri Paesi che si affacciano
sul Mediterraneo, il risultato ottenuto è notevole, e parte del merito di questo
incremento va sicuramente attribuita alla promulgazione della Legge 84 del 1994
che ha istituito l’Autorità Portuale nei porti maggiori di competenza statale,
istituzione cardine per ottimizzarne la gestione (tant'è che oggi si contano 27
Autorità Portuali rispetto alle 18 iniziali). Ma tutti sappiamo che bisogna
tenere il passo con gli "altri" protagonisti del bacino Mediterraneo. La Spagna,
ad esempio, è consapevole del potenziale attrattivo italiano e, conscia che
qualsiasi armatore sceglie il suo porto di destinazione in base all'efficienza
delle strutture prima ancora che alla vicinanza dello scalo, si sta attrezzando:
per i lavori di ampliamento del porto di Barcellona, oltre ad aver deviato il
percorso di un corso d’acqua, è stato stanziato un investimento di 800 milioni
di euro, e questo è solo uno dei grandi interveti strutturali sulla portualità
messi in atto dagli spagnoli.
La scommessa, dunque, di fare del meridione italiano la piattaforma logistica del Mediterraneo non è credibile se non si passa attraverso una intensa stagione di investimenti in infrastrutture portuali. E se le risorse finanziarie, lo ricordiamo, sono purtroppo estremamente esigue, ciò non significa che ci si debba irresponsabilmente rassegnare di fronte a questa consapevolezza, ma è imperativo lavorare al fine di sfruttare i fondi al meglio. E’ con sincero sdegno che dico in prima persona BASTA a tutte quelle personalità che in queste ultime settimane si sono riempite la bocca parlando del porto di Taranto per poi trincerarsi sempre dietro la scusa dei pochi fondi a disposizione o degli errori operati sempre da altre persone! Solo con azioni determinate e coraggiose finalizzate a fare del meridione d’Italia la piattaforma logistica nel Mediterraneo possiamo sperare nel nostro sviluppo: servono chiarezza e celerità nell’iter di approvazione e realizzazione di ogni possibile intervento. La legge finanziaria pubblicata sul Supplemento Ordinario alla G.U. n°299 del 27.12.2006, posso dirlo, si è mossa chiaramente in tal senso. Approvata con l’apporto determinante, sia contenutistico che numerico dell’Italia dei Valori, la legge Finanziaria ha attuato finalmente un complesso di norme volte a ottimizzare l’apparato portuale italiano : fra i tanti, due i punti estremamente interessanti e pregni di opportunità per il nostro territorio, sui quali si è lavorato strenuamente sino alla loro approvazione: il comma 982, che stabilisce l’autonomia finanziaria delle Autorità Portuali, già prevista e mai realizzata in 12 anni di vigenza della legge 84/94 istitutiva delle stesse Autorità; e il comma 996 che autorizza e regolamenta le attività tecnico amministrative per l’effettuazione dei dragaggi anche in aree dichiarate sito nazionale e soggette a bonifica (che è il caso di Taranto, che finalmente potrà sbloccare la sua situazione) Oltre a ciò, la legge finanziaria prevede per Taranto, e solo per Taranto, una specifica norma frutto della collaborazione frenetica e costante espressa sul territorio tarantino dalla sottoscritta, come consigliere del Ministro Di Pietro, col Ministero delle Infrastrutture. Tale norma, inserita all’interno del comma 1002, serve a garantire e velocizzare gli iter per gli interventi infrastrutturali finalizzati ad assicurare il necessario adeguamento strutturale del suo ampliamento a tutto vantaggio dello sviluppo e dell’occupazione. E’ palese la portata dell’importanza e delle possibilità di sviluppo che una norma del genere ha sulla città, e presto se ne vedranno gli effetti.
Come vedete, lavorando assiduamente, con serietà e senza perder tempo in chiacchiere da propaganda elettorale, si possono raggiungere obiettivi importanti, ed è solo così che i buoni risultati sul territorio non tarderanno certo ad arrivare”.
Rosaria La Grotta
Consigliere del Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro