Rigassificatore di metano liquido … a Taranto.
di Vittorio Ugo Carone
(Chimico dei porti di Taranto e Brindisi – già tecnologo nelle più importanti raffinerie brasiliane – già Chimico tecnologo della Raffineria Agip di Taranto per oltre 30 anni – Esperto nelle Leggi Seveso I e Seveso II)
“La civiltà dei consumi di cui noi siamo oggi gli attori richiede sempre maggiori disponibilità di energia per le nostre attuali esigenze di vita. L'Italia in particolare è un paese assolutamente carente di fonti energetiche. Importiamo petrolio, carbone e gas. Il trend attuale è il ricorso al gas METANO. Il gas metano è un combustibile trasportabile a bassi costi, non necessita di ulteriori lavorazioni e pertanto immediatamente utilizzabile sia per il consumo domestico che industriale.
Il metano viene estratto da giacimenti naturali esistenti nel sottosuolo, trasportato e distribuito al consumo mediante metanodotti, un sistema completamente chiuso con ottime garanzie di sicurezza. Tuttavia la produzione nazionale di questo gas è insufficiente a coprire le richieste del mercato nazionale, per cui viene oggi importato dalla SNAM dal Nord Africa, Olanda, e Russia via metanodotti.
Con la liberalizzazione del mercato (dal gennaio 2003), l'importazione ed il commercio del metano non é più monopolio della SNAM. Per questo motivo, alcune grandi Aziende nazionali e multinazionali, intendono entrare nel mercato italiano, ove però tutti i pozzi in produzione sono della SNAM. Poiché i giacimenti di metano più vicini all'Italia sono in Nord Africa e nel medio Oriente, data la particolare conformazione geografica della penisola, i porti del Sud ltalia sono preferiti per motivi logistici oltre che economici per far giungere, via mare, con navi «metaniere» il gas in ltalia allo stato liquido detto GNL (gas naturale liquefatto). Il metano scaricato allo stato liquido, deve essere rigassificato per poterlo immettere (come gas) nei metanodotti, operazioni queste a sistema aperto, non tanto semplici e sicure quanto quelle di sola estrazione e distribuzione. Il gas immesso nella rete nazionale di metanodotti verrà trasportato nei centri di consumo. Il maggior numero di utenti industriali ai trova nel Nord Italia.
Per le navi metaniere occorrono quindi porti per lo sbarco e Taranto, per le sue specifiche caratteristiche portuali, per il metanodotto già esistente, è una delle sedi più richieste dalle Aziende che intendono entrare nel mercato del metano. Gli amministratori pubblici non devono accogliere le proposte di tali Aziende limitandosi a una semplice analisi socio-occupazionale pensando solo ai posti di lavoro che queste Aziende creeranno. La città non può ripetere l'errore degli anni sessanta, quando accolse a braccia aperte l'allora ltalsider, per le migliaia di posti di lavoro che offriva, ma ignara all'epoca, di tutte le problematiche ambientali che quest'industria avrebbe portato con sè.
Questa volta, a montaggio completato, i posti di lavoro diretti e indotti sarebbero meno di un centinaio, ed il rischio non è inesistente, visto che la stessa normativa nazionale definisce questi impianti a rischio rilevante. E come tale tutta la procedura, dalla proposta, alla progettazione etc, deve seguire obbligatoriamente l'iter della legge Seveso due (D.L. 334/99).
Secondo quanto asserito da alcune fonti cittadine, la città potrà star tranquilla in quanto l'impianto proposto sarà dotato di modernissime apparecchiature di sicurezza. Non si mette in dubbio la tecnologia, ma sarebbe meglio lasciare questa valutazione agli esperti addetti ai lavori. E anche nel caso di una valutazione favorevole di costoro non si può escludere un incidente rilevante .
Provocato da fattori imprevedibili come un errore umano, o un evento meteo, o un incidente in mare. Questo provocherebbe, nel caso più semplice, una o più di queste conseguenze: l'interruzione del traffìco sull' arteria vitale Taranto - Reggio Calabria, o sul futuro allacciamento all'Autostrada via Palagiano o il traffico ferroviario o il traffico navale. Nel valutare la richiesta di autorizzazione all’insediamento, gli Amministratori dovranno tener conto della impronta turistica che stanno dando a Taranto, oltre che dello sviluppo in corso a Ovest della città. L'insediamento di un rigassificatore nella stessa zona, potrebbe scoraggiare nel futuro, ulteriori investimenti compatibili con le iniziative ora in corso, sia turistiche per la città, sia industriali nella zona interessata. Senza tralasciare il fatto che si tratta di un impianto a rischio rilevante che verrebbe a sorgere in un area ad elevata antropizzazione già circondata e chiusa: a est da un altro impianto a rischio rilevante quale la raffineria ENI e dalla ferrovia (a trazione elettrica), a ovest dall'area ex Belleli (forse destinata a Marcegaglia), dal quinto sporgente ILVA, dal porto EVERGREEN, a nord dalla strada statale Taranto - Reggio Calabria, tutte zone di intense ed importanti attività economiche.
Sul mare la situazione non cambia, visto che le navi metaniere in navigazione dovranno incrociarsi con l'intenso traffìco navale tra Mar Grande e il porto esterno per ILVA/ EVERGREEN. Con petroliere, bettoline di bunkeraggio e di acqua, rimorchiatori, ormeggiatori, motobarche, navi in sosta oltre le isole in attesa di entrare nel porto, navi che potrebbero o dovrebbero fermarsi al transito delle navi metaniere, con i relativi costi
E' per ultimo occorre il consenso dei cittadini, come prescritto dalla legge, per l'insediamento di impianti a rischio rilevante.
Se proprio si vuole insediare a Taranto un rigassificatore, lo si faccia al largo, lontano dai traffici navali attuali, su una piattaforma a mare o su un basso fondale opportunamente predisposto, collegato con metanodotto sottomarino con la terraferma. Bisogna dire che l’insediamento del rigassificatore, come si vede, non è di facile attuazione, e le ricadute occupazionali sarebbero minori rispetto a quelle propagandate . I politici potrebbero forse pensare ad altri progetti come ad esempio la costituzione di un PORTO FRANCO nell'area ex Belleli, indubbiamente ciò creerebbe centinaia di posti di lavoro, in una zona ideale proprio per le altre attività in corso, e senza possibilità di incidenti rilevanti”.